mercoledì, 04 novembre 2009

Ente benefico? Si, ma con Nesquik

Dopo i vari culandari della Ferilli e delle generiche tettone varie, dopo Sergio Muñinz e non so più chi altro, ecco a voi il calendario di Men in the Alps, sani e robusti maschi normali che razzolano e spazzolano allegri nelle montagne del Trentino.

"MEN IN THE ALPS è un progetto a scopo benefico, il cui ricavato netto va ad istituzioni nell’Alto Adige che si occupano di persone malate, handicappate o socialmente svantaggiate. Il team di produzione e i modelli rinunciano a compensi per donare più soldi possibili."
Cercano anche modelli per le prossime edizioni, non credo che debbano essere a tutti i costi dei trentini... ho una mezza idea di mandare qualche foto, hai visto mai che finisco su un calendario? Sarebbe il primo passo per diventare ministro, al giorno d'oggi! 
postato da: Snefru alle ore 12:45 | link | commenti (15)
categorie: vita quotidiana, mauro
martedì, 03 novembre 2009

Requiem per Enfisema

Ora che un collega se n’è andato mi sovviene che non vi ho mai parlato di Enfisema; il quale si è solo licenziato, non è morto.

Il soprannome di Enfisema gli è stato affibbiato dal nostro capo officina, Bepi, che ha una lingua che taglia & non ricuce (peggiore, ma molto peggiore, della mia); sarei orrendamente curioso di vedere una lista dei dipendenti della nostra allegra fabbrica con accanto i nomi che Bepi ci ha inchiodato addosso, mi sa tanto che debba essere meglio delle comiche.

Enfisema è un uomo di pochi anni più grande di me, credo tre o quattro, ma che appare usurato al punto di sembrare mia nonna, di carattere ombroso, anche sospettoso, e di umore variabile e ciclotimico ma con la tendenza ad essere depresso e deprimente sempre, dovunque e comunque: nelle sue giornate di umore nero è capace di espandere attorno a sé un’aura di rovina e grigiore tale da avvelenare la giornata a chiunque gli si avvicini nel raggio di dieci metri. Non contiamo le sue sblinde, quando parte con “Prima pareva che fossi chissà che cosa, poi ho visto che lavorare qui è un contro senso, meno fai e meglio ti considerano, io mi impegnavo…”, con tanto di occhietto che inizia a saltare e pupilla che girovaga spersa nell’occhio sinistro mentre la testa gli si inclina dal lato destro: in quel caso conviene stargli lontani, o ti fa venire voglia di cambiar lavoro.

Enfisema è sposato, la prima cosa che mi ha detto quando l’ho conosciuto, neanche “Ciao, mi chiamo Enfisema”, no: mi ha detto “Io e mia moglie ci amiamo tanto, tutti erano contrari al nostro matrimonio, ma noi ci siamo sposati lo stesso”. Va bene, son contento per voi, trovare una coppia che dopo parecchi anni di matrimonio è così unita non è facile… ma sarà che io sono un po’ stronzo, perché la prima cosa che mi è venuta in mente è quel vecchio adagio da avvocati “Excusatio non petita, accusatio manifesta”, scusa non richiesta accusa manifesta. Al riguardo della vita matrimoniale di Enfisema il già citato Bepi ha una battuta che sembra piacergli molto, visto che la ripete tutte le volte che si parla di lui: “Quando sua moglie gli chiede “Facciamo l’amore?” lui risponde “Ma non l’abbiamo già fatto due mesi fa?””; in realtà aggiunge anche un commento molto cattivo, ma che sia fondato o meno lo terrò per me, est modus in rebus. Certo è che la Signora è battagliera, quando è successo il patatrac che ha fatto decidere Enfisema al licenziamento (o meglio, ad anticiparlo di un paio di mesi, visto che pensava di andarsene da gennaio) era su in ufficio col marito, a mettere in riga il nostro Allegro Responsabile, che aveva fatto confusione con le ferie.

Nonostante il carattere ballerino e l’umore grigio topo, Enfisema è però il solo che si occupasse di alcune piccole manutenzioni della macchina o di far trovare le scorte di materiali per quelli che gli avrebbero dato il cambio montando in turno di notte; è un obbligo di chi fa il pomeriggio, perché di notte non ci sono magazzinieri e le nostre scorte di colle e ammennicoli vari sono in un reparto che alle dieci di sera viene chiuso a chiave; Enfisema non è mai stato un uomo cattivo, solo diventa dispettoso quando per un qualsiasi motivo, reale o immaginario, si sente sottostimato o messo da parte.

Il suo carattere difficile non lo farà certo rimpiangere alla direzione, e principalmente al nostro Allegro Responsabile che di lui aveva una pessima opinione, noi ipotizziamo che quando ha ricevuto la raccomandata di dimissioni abbia stappato una bottiglia di prosecco per festeggiare.

postato da: Snefru alle ore 11:30 | link | commenti (4)
categorie: vita quotidiana, mauro, vita al lavoro
sabato, 31 ottobre 2009

Buon Samhain

Un altro anno si chiude, e ne inizia uno nuovo. Buon giro di ruota a tutti!



postato da: Snefru alle ore 14:57 | link | commenti (3)
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lunedì, 19 ottobre 2009

Quasi quasi mi sposo

Ieri sera, come d’abitudine, ho accompagnato Ale a prendere il treno per tornare a casa, e mi sono trovato a pensare che alla mia età sarebbe ora che mettessi la testa a partito e mi sposassi.

Idea buffa, visto che non ho mai avuto il mito della sioretta, della ménagère della periferia brianzola, di quello che se non si sposa è perduto perché avere una moglie o un marito nella vita è una condizione sine qua non per poter pensare di esistere, di aver fatto qualcosa; né ho la visione di me come quello che sta a casa tutto il santo giorno a cucinare, tediare la domestica perché non spolvera come dovrebbe, coltivare il giardino, fare il découpage ed avere un sacco di tempo libero per fare le riunioni dei comitati parrocchiali. Si, lo so che avere una domestica richiede una discreta disponibilità economica, e che per essere intrallazzato con la parrocchia sarebbe opportuno che fossi almeno vagamente cristiano, ma sto seguendo il filo di un ragionamento e non sto parlando di una vita reale.

Sotto diversi punti di vista potrei anche tranquillamente fare ameno del matrimonio: è perfettamente inutile per tutto ciò che può riguardare i figli, la loro legittimità e la loro successione, visto che siamo due uomini e, anche volendolo, non riusciremmo a fare un bambino “nostro”; si, potremmo ricorrere all’inseminazione artificiale, trovando una donna che ci faccia da madre in affitto, ma sarebbe figlio di uno dei due, non di entrambi. Senza contare il fatto che sono un tipo materno o paterno quanto un cosciotto di agnello allo spiedo.

Da un punto di vista religioso sarebbe quanto meno dubbio un matrimonio in chiesa da sioretta: un prete cattolico che sposa due uomini, davanti ad una folla di parenti ed amici? Per quanto entrambi siamo stati regolarmente sacramentati da giovani, come succede a tutti malgrado quelle che possano essere le vere idee di ognuno, la vedo difficile.

Da un punto di vista amministrativo potrebbe essere interessante: ognuno dei due diventerebbe legalmente il parente più prossimo dell’altro, ed erede in caso di morte senza testamento, che non è da poco. Questo però è un aspetto ovviabile con un contratto ben fatto da un avvocato, o quanto meno è un problema risolvibile in parte: noi siamo fortunati che le rispettive famiglie non creerebbero intralci di sorta. Ma… c’è un ma: per esempio, nessun contratto dà il diritto ad un medico di darti informazioni sullo stato di salute di una persona ricoverata in ospedale, se non sei un parente stretto; nello stesso ambito uno si potrebbe anche veder negare in diritto di visita, non essendo un parente. Le stesse assicurazioni sulla vita possono coprire i familiari conviventi, ma non le coppie di fatto (anche quelle etero, quello che conta è un banale certificato di matrimonio, civile o religioso).

Da un punto di vista affettivo, poi, non è certo un pezzo di carta bollata che stabilisce il tipo di legame tra due persone.

Quello che mi piacerebbe avere dal matrimonio, in definitiva, è l’idea di stabilire ufficialmente (con una cerimonia o anche no) che abbiamo deciso di passare la vita assieme, e di farlo capire senza mezzi termini perfino ai parenti ed ai conoscenti più ingenui (quelli che… “Non avevo capito che foste gay”) ed ai più ostici (quelli che… “è perché non hai trovato quella giusta”).

E poi voglio il fuoco d’artificio finale, l'occasione per fare baracca!

Boia mondo, immagino tonnellate di regali dal ridicolo al sublime: da quelli da esporre fieramente, orgogliosi col petto gonfio come un tacchino in calore, a quelli che rinfaccerai per tutta la vita a chi te li ha regalati (e che provvedi immediatamente a rivendere al mercatino dell’usato per sbarazzartene senza prenderti il disturbo di far finta che si siano rotti accidentalmente).

E il ricevimento, soprattutto. Un grande ballo in costume, trovando una cornice adatta, che non costi dieci anni del mio stipendio. Il tema sarebbe libero, ma visti i soggetti direi che finiremmo per andare a pescare nel repertorio settecentesco, anche se io mi vedo con uno spencer attillato (ammesso e non concesso che perda almeno dieci chili per l’occasione) ed accompagnato da un soprabito rosso di velluto con un enorme strascico, come quello indossato da Gary Oldman nel Dracula di Brahm Stocker, diretto da Francis Ford Coppola.

Dovrò anche imparare a ballare il valzer per l’occasione, cosa forse più difficile di perdere i dieci chili ipotizzati: ho la mobilità di una transenna stradale.
postato da: Snefru alle ore 12:33 | link | commenti (19)
categorie: vita quotidiana, ale , mauro
martedì, 13 ottobre 2009

La doccia

Da qualche tempo ho preso l’abitudine di fare la doccia direttamente al lavoro, nonostante non sia l’ideale farla in un bagno che non è il tuo; però così mi risolvo un sacco di contrattempi: se mi lavo la sera appena arrivato a casa mi passa il sonno, mentre così l’abbiocco fa tempo a tornarmi; inoltre quand’ero troppo stanco per lavarmi una volta rincasato dormivo male: è innegabile che puliti si dorma meglio; se quando finisco il turno è giorno e devo andare da qualche parte sono già pronto e non devo passare da casa a travestirmi da persona civile, mettiamo poi che magari potrebbe pure essere scomodo logisticamente; se poi una volta uscito dalla fabbrica devo pigliare e andare su da Ale almeno non gli arrivo sudato, pieno di polvere (e magari di colla o colore) e non mi scambia per Chuck Norris… si, è anche vero che per farlo dovrebbe essere ‘mbriaco, ma questa è un’altra storia. Per giunta Ale è astemio.

Che io sappia di docce in fabbrica ne abbiamo: una nel bagno delle donne (credo che siano sei o otto, impiegate escluse, su circa cento operai); una nel bugigattolo del magazziniere della carta, che però è un cesso coi piedoni sul quale è sospeso un tubo con la cipolla (c’è pure una sorta di vasca in resina da mettere sulla turca per lavarsi, ma mi rifiuto di toccarla), e una credo nel bagno degli impiegati; notare che nel cesso presidenziale c’è anche la vasca, non si sa mai…

L’altro giorno ero in fila ad aspettare il mio turno e, mentre va a casa, passa per lo spogliatoio uno dei capo fabbrica che mi vede in mutande e mi dice “Che belle mutande a righe che hai, pari l’Ape Maia”: per essere pignoli si tratta di un paio di boxer parigamba grigi con righine orizzontali sottili arancio chiaro ed arancio scuro. Questa cosa mi ha fatto istantaneamente andare col pensiero al racconto fattomi da un’amica una volta.

Da piccola la mia amica andava all’asilo, ed una suora che la guardava giocare sull’altalena con un altro bambino l’ha presa da parte e le ha detto: “Cara, quando vai a casa devi dire alla mamma che domani ti mandi a scuola con un paio di pantaloncini sotto la gonna, perché ti si vedono le mutandine”. Lei, piccina, tutta obbediente ottempera senza esitazioni, e la mamma la rispedisce a scuola il giorno dopo con un messaggio per la suora: “Sorella, la mamma ha detto di dirle che deve ringraziare Dio se porto le mutande”. Da allora non è stato più sollevato l’argomento all’asilo.

Il giorno dopo, rivedendolo, gli ho raccontato la storiella pari pari, sottolineando che è fortunato che anche io porti le mutande.

postato da: Snefru alle ore 18:18 | link | commenti (13)
categorie: vita quotidiana, mauro, vita al lavoro
lunedì, 21 settembre 2009

Paolino, gatto romano in difficoltà

Faccio copia&incolla dal blog di un'amica:

Paolino è un gattino di circa cinque anni  salvato dalla strada, dove è stato trovato in condizioni di salute molto gravi. Ora è ricoverato in una clinica veterinaria, dove, con rara e paziente partecipazione (tanto che i veterinari lo considerano un “piccolo martire”), si sottopone quotidianamente a numerose e approfondite cure che lo hanno portato fuori pericolo di vita.  Purtroppo al gattino è stata diagnosticata la Fiv, una malattia che colpisce il sistema immunitario del gatto, ma che non contagia in alcun modo l’uomo, il cane, il coniglio, ne i piccoli roditori. Un gatto con la fiv può vivere una vita lunga  e serena solo vivendo in appartamento in quanto protetto da rischi di infezione. L’adozione in ambienti domestici è l’unico modo per salvargli la vita. A breve però,  Paolino sarà dimesso e qualora non si riuscisse prima a garantire la sua adozione purtroppo il suo destino sarà quello di essere condotto presso un gattile, dove sarebbe inesorabilmente destinato alla morte.  Per questo motivo  questo appello ha l’obiettivo di giungere direttamente al cuore di chi voglia  accogliere nella propria casa il micino e  con amore prendersi cura di lui. L’adozione  oltre a rappresentare un gesto di elevata civiltà e nobiltà d’animo, consentirebbe a chi la realizza di seguire quotidianamente la ripresa di Paolino e con essa  la soddisfazione impagabile di donare una seconda vita ad un gattino così tanto amoroso, ma  fino ad oggi estremamente sfortunato. Diceva Dick Shawn: “un gatto ha un’assoluta onestà emotiva: gli esseri umani per una ragione o per l’altra, possono celare i loro sentimenti, un gatto no. Se fosse possibile dotare i gatti di ali, essi non si accontenterebbero di essere uccelli; sarebbero angeli.”

Grazie di cuore.

Per info e adozione Stefania tel. 3477002593

Loredana cell. 3936095360

Grazie a quanti vorranno diffondere questo appello.

Un altro riferimento per il micio è: Cuore di cane
postato da: Snefru alle ore 17:22 | link | commenti (13)
categorie: gatti, gattara
sabato, 19 settembre 2009

Dice il saggio

Non litigare mai con un mobile dell'Ikea: anche se lui può forse non aver ragione, di sicuro tu hai torto
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categorie: vita quotidiana, dice il saggio, mauro
martedì, 08 settembre 2009

Dialoghi

Dal ventunesimo episodio della terza stagione di Vita da Strega: Il processo di Zia Clara.

Samantha e Zia Clara parlano dell’ultimo fine settimana che la zia ha trascorso nel castello di una tale Lady Montague, si è molto divertita ma c’è stato un piccolo incidente.

Zia Clara: sono stata benissimo, davvero bene, tranne un piccolo particolare.
Samantha: cioè quale?
Z. C.: Oh, a me non è sembrato così tragico, ma a giudicare dalle conseguenze c’è da pensare che sia stato un disastro [...] Dunque ecco… ehm… siamo andati a caccia e... e… e io… oohm... ho sparato a un cane di Lady Montague!
S.: sarà stata una cosa terribile!
Z. C.: un vero disastro.
S.: Lady Montague si sarà arrabbiata moltissimo.
Z. C.: no no no no, era solo furiosa. Ha detto che non avrebbe mai creduto che potesse esistere nessuno con una mira così approssimativa.
S.: ti sei almeno scusata?
Z. C.: certamente no! Piuttosto le ho detto che la mia mira è perfetta, e che avrebbe dovuto dirmelo che andavamo a caccia di uccelli!
postato da: Snefru alle ore 23:15 | link | commenti (6)
categorie: vita quotidiana, vita da strega, miti personali, mauro
lunedì, 07 settembre 2009

Tramonto di un'Imperatrice

Marie-Josèphe-Rose de Tascher de la Pagerie, dapprima viscontessa de Beauharnais, poi passata alla storia col nome di Madame Bonaparte, moglie di Napoleone I, fu una donna molto discussa e che fa discutere tuttora.

Se ne parlava qualche giorno fa nel forum di Marie-Antoinette, quando è stato postato un suo ritratto poco noto, dipinto da Pierre Louis Bouvier.

Ale scrive: "Oggettivamente la Beppina non era brutta ma c'è qualcosa in lei che mi stona...non capisco"

Elena, una delle ragazze del forum ha risposto: "E' vero! C'è un contrasto in lei che la fa sembrare a volte pacchiana, a volte raffinata. Ne avevamo già parlato a proposito dei suoi gioielli: #entry282787326. Aveva degli occhi molto belli, un naso francese e un musetto appuntito di ....topo!"

Ale ha sentito come un campanellino trillare nella sua testa, ed ha risposto subito: "è vero ecco chi mi ricordava: "

postato da: Snefru alle ore 19:15 | link | commenti (7)
categorie: vita quotidiana, ale
domenica, 06 settembre 2009

Il mocio

Giovedì ho avuto un cambio turno, quindi mercoledì sono andato a letto prima di mezzanotte per svegliarmi poco dopo le quattro, non avendo dormito nulla per via del caldo; aggiungiamoci che in questi giorni ho un bel po’ di casino in giro, e sono anche meno lucido e reattivo del mio solito.

Per farla breve, ad un certo punto della mattinata sto finendo di versare dell’inchiostro in una pompa, saranno stati 3 o 4 chili di roba, mi scivola dalle mani il vaso di colore e finisce di piatto per terra, lavandomi le scarpe e l’ultimo paio di pantaloni ancora sani.

Piglia al volo stracci, carta asciugamani e mocio e mettiti a tirare sul tutto il troiaio prima che si secchi inchiodandosi sul pavimento, perché poi a levarlo ti ci vogliono le fatiche di Ercole.
Intanto preparo anche altri 15 kg di colore nuovo, perché la macchina continua a correre anche se io faccio disastri.

Son lì che ramazzo con un mocio vecchio di prima della Grande Guerra, che ha meno capelli lui del mago Silvan, e intanto penso che mi manca solo di inzupparlo nel secchio del colore nuovo, poi sono a posto…

Alzo il mocio, lo tuffo senza guardare nel secchio per risciacquarlo (tanto il secchio è a venti centimetri dai miei piedi), ma mi accorgo che fa un rumore strano, invece di splish splash fa più un glorp glorp, come la polenta prima di iniziare a bollire.

Mi giro, impiego un po' a credere a quel che vedo ma mi arrendo all'evidenza: stavo maestosamente sciaguattando il mocio di cui sopra dentro il secchio con il colore nuovo!

Rincoglionimento o premonizione? Grande maga!
postato da: Snefru alle ore 21:53 | link | commenti (13)
categorie: vita quotidiana, mauro, teresina, vita al lavoro

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Nome: Mauro Melon

Ho due, anzi tre passioni: i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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